AUTOTRAPIANTO
AUTOTRAPIANTO FAQ
Le calvizie ereditarie maschili, definite “Alopecia Androgenetica”
Le calvizie femminili di tipo androgenetico
Le calvizie traumatiche ( tessuti cicatriziali di varia natura)
La tricologia attualmente è d’accordo nel riconoscere, come soluzione definitiva della calvizie, il rinfoltimento naturale con l’utilizzo dei propri capelli: l’autotrapianto unifollicolare (o microinnesti). E’ l’unico rimedio efficace e definitivo che ridona vita ai capelli. La chioma, infatti, riprende la normale crescita ed i capelli, veri, possono essere nuovamente pettinati, lavati e tagliati. E si tratta ovviamente di capelli reali e vostri.
Il numero di capelli trapiantabile in una sola seduta varia da caso a caso. Una combinazione da mini micro darà quella naturalezza che renderà molto difficile all’occhio dell’inesperto riconoscere che quel paziente è stato sottoposto al trapianto di capelli.
Dopo ogni intervento il paziente può tornare a casa tranquillamente senza nessun bendaggio. Ritornerà il giorno successivo quando con uno shampoo verrà eliminata ogni traccia di coagulo e il paziente potrà riprendere l’attività lavorativa. I capelli trapiantati ricrescono dopo due-tre mesi da ciascun intervento e la percentuale di ricrescita, in mani esperte, è altissima: per questo è importante rivolgersi a medici che abbiano acquisito molta esperienza con il numero di interventi e che siano in grado di dimostrarlo. Solo in queste condizioni il trapianto di capelli darà il massimo successo e soddisfazione
Il dolore che si prova durante gli interventi di trapianto è simile a quello che può provocare l’ago sottile di una siringa, utilizzata per eseguire l’anestesia locale del cuoio capelluto. Dopo di che basta.
Anche il sanguinamento è presente, ma non supera, nel peggiore dei casi, quello di un normale prelievo per un esame del sangue.
Il trattamento farmacologico, comunque, permette di avere un ottimo controllo sul dolore e sul sanguinamento. I pazienti, infatti, dopo essersi sottoposti agli interventi con serenità, lasciano lo studio da soli, senza bende né cerotti, come se non avessero niente, e non è raro il caso in cui chiedono se la stessa sera possono uscire con gli amici.
Qualora dovesse esserci dolore dopo l’effetto dell’anestesia, un semplice analgesico è sufficiente per permettere al paziente di passare la notte tranquilla. E questo, se succede, è solo per la prima notte.